Teatro alle Scale di Porchiano

Porchiano del Monte, di Amelia TR, non quello di Todi PG. Teatro all'aperto con estensioni al bosco. Dedicato a Iacopone da Todi. Spettacoli, edizioni e divulgazioni del Poetone Iacopone ma anche del Poetino Angelo Pii e Divina Corriera di Buddha Bus. Artisti e non artisti benvenuti ad esibirsi .

Thursday, September 11, 2025

Iacopone da Todi , 81: La Malsanìa

ricanticchiata (sempre alla bòna) l’orripilante lauda "insanitaria".

Secondo nota al testo nell'antico manoscritto, Iacopone la CANTA in presenza, e a gran richiesta, di papa e cardinali (Panc.: in presentia domini pape et cardinalium, CANTAVIT, ab eisdem rogatus).

Può benissimo trattarsi di un altra leggenda sul nostro leggendario poeta, ne nota però il fatto che non recita ma CANTA.

Il Libretto ripreso qui in video (arricchito di note opportune o curiose) si trova on line su:

www.academia.edu/33919422

e su carta (forse ancora) in Teatro alle Scale di Porchiano.



https://youtu.be/0iewQUm3Ay8

Monday, August 25, 2025

Povertate ennamorata, di Iacopone da Todi

Forse il pezzo più giulivo e terrestre di Iacopone, composto certamente nello stato francescano di "perfetta letizia".

Questo lietissimo “vanto giullaresco” fa come un controcanto all’atroce “Malsanìa” (Lauda 81).

Qui ri-canticchiato alla buona (et idem registrato). Puoi leggerne online, la ottima traduzione di Paolo Canettieri: "https://paolocanettieri.wordpress.com/article/iacopone-da-todi-vyvpjuoxc2n0-17/".

Idem su carta, entro preziosa antologia di Iacopone (con traduzioni e note, a sempre a cura di P.C.) in "La poesia religiosa del Duecento", Rizzoli, Milano 2001.

Ulteriore traduzione in: "IdT, Laude" a cura di Luigi Maria Reale, EFFE, S. Sisto di PG 2006.

Infine, il nostro indispensabile libello, riccamente illustrato su: www.academia.edu/33919422

Monday, August 18, 2025

Lada Carceraria di Iacopne da Todi

Canticchiato alla buona. Puoi leggerne online, la ottima traduzione di Paolo Canettieri "https://paolocanettieri.wordpress.com/article/iacopone-da-todi-vyvpjuoxc2n0-17/". Idem su carta, entro preziosa antologia di Iacopone, con traduzioni e note a sempre a cura di P.C. in La poesia religiosa del Duecento. Rizzoli, Milano 2001. Ulteriore traduzione in: "IdT, Laude" a cura di Luigi Maria Reale, EFFE, S. Sisto di Perugia 2006. Una nostra traduzione "verseggiata" (con varie opinabili note) su qesto blog e forse su academia.edu di Luciano Ghersi. Certamente stampata su carta pregevole (Ed. Casrtum Fortiani 2016), soltanto presso Teatro alle Scale di Porchiano. Oltre a Tresatti, Ageno, Mancini eccetera, Enzo Rabboni esaminò questa "Carceraria"su: AA. VV. "Iacopone Poeta" Bulzoni 2007. Più brevemente Matteo Leonardi in (a cura di) "IdT, Laude", Olschki 2010. Si suggerisce infine la lettura della lauda gemella (ma sovvertita) "Que farai Pier da Morrone? / ei venuto al paragone!", rivolta in precedenza a Celestino 5°, il papa soppresso da Bonifazio 8°, cui pare alludere il "bon beneficione" che chiude Carceraria. Del resto Celestino finì assai peggio la sua reclusione: inchiodato nel cranio.

Monday, July 21, 2025

O femene! Iacopone da Todi

Lauda 45 "Misògina", canticchiata 

IN SOSTANZA, Iacopone qui ricorre alla più classica misoginia: dalla Bibbia ai padri della Chiesa ed ulteriori autori. Peggio che "danno", chi dice <donna> dice "dannazione"... dell'anima all'Inferno e lo ripeterà per ben 6 volte (cifra di Cabala per Diavolo & Donna). Di novità, si propone che la donna sarebbe peggio del Basilisco: mitologico serpente (poi segnàcolo di Satana), che uccide con lo sguardo ("veduta, viso, aspetto"). Il ben cólto Iacopone qui continua riciclando e ribaltando "cristianamente", temi e termini correnti nei poeti (a lui co-evi) dell'amor cortese, incluso l'erotico sguardo del Basilisco (che era sfuggito a padri della Chiesa ed ulteriori autori). 

Qui si esibisce inoltre, una estrema competenza di cosmesi femminile, forse retaggio di antica (e coniugale) mondanità del Poeta. Che dopo fatto frate, si guardò bene da frequentare donne (e, non essendo prete, neppur ne confessava) ma ne rammentò ogni trucco: belletti, fondotinta, peeling ("scòrteco"), decolorazione ("lavatura"), rigonfio ed estensione posticcia dei capelli... tacchi alti (di sughero: "li suvarati"). 

Oltre alla lussuria erotica, il Poetone depreca la moda ("aparato") di lusso eccessivo (che all'epoca, sarebbe pur fuori legge). Infine, oltre la vista, letale per l'udito è la lingua mortalmente velenosa delle Donne, che colpisce dritta al cuore ("corata"). Mentre al contrario, dopo le sanguinose botte maritali ("férete", 23), la lauda "Misògina" si conclude con un efferato donnicìdio domestico, perpetrato da marito "padre incerto", reso impotente pure, "d'ogni vena" (63-66). 

PER LA FORMA come sempre, il Poetone, si inventa o ricorre alla lingua più volgare (in senso bono e cioè "popolare"), di ortografia fantastica e di sintassi stenografica. Egli qui inoltre, aggrava la sua prediletta povertà di linguaggio, ripetendo senza tregua le medesime parole e poco variando nei giri di frase... Si ridonda, si ridonda ma ciò che appare meglio ed è ancor più interessante, è la musicalità delle scelte foniche (o fonetiche, non so). 

PER SAPERNE DI PIU'. Accettabile parafrasi moderna in: "IdT, Laude" a cura di Luigi Maria Reale, EFFE, S. Sisto di Perugia 2006. Copiosa disamina di Enzo Rabboni su: AA. VV. "Iacopone Poeta" Bulzoni 2007. Più breve in: "IdT, Laude" a cura di Matteo Leonardi, Olschki 2010.


Wednesday, July 2, 2025

Archeollogico 2




secondo album di foto esplicative del Giardino Archeollogico (rurale-industriale) di Porchiano. 
https://flic.kr/s/aHBqjCk4xF 
33 passi su strada x Trinità, svolta a destra, arrivo dopo 99 passi. Orario continuato (salvo Capanno verde, su appuntamento 338.6762691)

 

 

 

Wednesday, July 24, 2024

Buttoteca di Porchiano

 

Alla ex-voliera verde (sotto i giochi al Pincio),

Sabato 27 e Domenica 28 Luglio, dalle 17:15 alle 20:15

aprirà la BUTTOTÈCA di PORCHIANO,

con l'anteprima di nuove COMPOSIZIONI PiZZESCHE

e l'offerta specialissima di antichi COCCI MAGNETICI

sempre a Km 0, di MACCHIA LOCALE.

Altrimenti aperto su prenotazione: tel. Ghersi 338 6762691. + FB Teatro alle Scale

 





 



Thursday, May 23, 2024

Da David Lazzaretti a Nazareno Bargagli


In data da accertarsi del 1975, Nazareno Bargagli, 7° Sacerdote Giuris-davidico, ha l'esatta premonizione di morire all'indomani, pur trovandosi in buona salute. Perciò si presenta alla casa dell'amico Ugo Quattrini (detto il Pampìni) per affidargli una grossa scatola di documenti, manoscritti e stampati, temendo che altrimenti andrebbero dispersi. Il Pampini non accetta l'incombenza e Nazareno muore quando previsto.

Dopo una ventina d'anni, Turpino, il figlio ormai anziano di Nazareno, ripresenta al Pampini la medesima scatola. A differenza del padre, Turpino non gode di premonizioni ma vuol finalmente adempiere alla sua estrema volontà.

Il Pampini ha custodito intatta la fatidica scatola, tranne le prede di rapaci studiosi o giornalisti, che presero "in prestito" libri allora stampati di David Lazzaretti, testi all'epoca rari ma oggi disponibili ampiamente.

Qui si presenta la rozza scansione dei documenti di Nazareno Bargagli detenuti da Ugo Quattrini all'Aprile 2024:

https://drive.google.com/file/d/1DSgi_3aXPhosc5QPXX1l2trJFc3Y6PyC/view?usp=sharing

Luciano Ghersi, Maggio 2024

Tuesday, May 21, 2024

Wednesday, November 1, 2023

La Scimmia di Isidoro


 

La Scimmia di Isidoro

Divulgazioni e contraffazioni

dalla più antica enciclopedia d'Europa:

il fantastico bestiario di

Isidoro di Siviglia (Secolo 7°)

1

La faccia delle Scimmie è molto brutta e pervasa da orribili rughe: fà-acie foe-èda / ru-ughis tùrpiter / fòllica-àntibus... hanno un viso che pare il soffietto del caminetto!

Ma vediamo LE PAROLE, innanzi tutto, altrimenti non vedremmo... neppure LE COSE. Il Nome della Scimmia discende dal Latino: sìmia. Che a sua volta discese dal Greco: simòs, che vuol dire "camùso". Tutte le Scimmie infatti, hanno il naso schacciato orribilmente... più camùse che le Capre!

2

Poiché invece il Greco, la chiama: pitèkos, altri credono che il Nome della sìmia non discenda dal Greco simòs, ma dal Latino sìmilis... poi-che la Ragione scimmiesca, gli apparve molto "sì-mile" a quella dell'Uomo: quod multa / in e-èis Simi-litùdo / Ratiònis umàne sentìtur. / Quo-òd falsum est!... ma questa è falsa etimo-logia! Soltanto l'Uomo infatti, fu creato con Ragione.

3

Le Scimmie invece, hanno un forte Sentimento per la luna: quando è nuova si rallegrano, quando è piena si rattristano e, con più che vada in calo, più ne andranno in depressione.

Non certo per Ragione (ma soltanto per Istinto) le Scimmiette appena nate, si aggrappano con forza alla pelliccia della madre, così che quando corra (o balzi per le piante) se le porta ciondolanti sotto pancia.

4

Amano i piccoli più che se stesse. Se non corrono (nè balzano per piante) volentieri li tengono in braccio, ove poppano con agio un paio d'anni, dalle 2 mammelle al petto. Quando non stiano in braccio, né aggrappate, le Scimmiette si tengono sempre vicine alla madre. Nè v'è altrettanto Affetto d'animale, tra madri e prole.

5

Ci sono 5 generi di Scimmie. Innanzitutto i cèrco-pitèchi, che sono provvisti di coda: il Greco infatti, dice cèrkos per "coda" e pitècos per "scimmia". La sua coda è spelacchiata perché il cèrco-pitèco ci s'aggrappa (balzando per le piante).

6

Sfi-ìngie ta-àmen / villose, sunt comis: le scimmie-sfingi hanno chioma foltissima, a foggia di elmo. Il Nome gli deriva dall'Egitto, dove la Sfinge adorata dai Pagani, è altrettanto capelluta, ben popputa e camusa di muso. Ma son bene differenti, nella coda! perché la Sfinge Egizia ha coda di Leone, mentre la scimmia-sfinge... non ne ha punta. La si rende pur domestica, senza alcun pericolo.

7

Non così quei cino-cèfali! che (per il corpo) sono simili alle Scimmie... ma non sono per nulla, camusi di naso: hanno musi... allungati come il Cane! Ed il Greco perciò, dal suo "cane" kinòs, più la "testa" cefalòs, ci fa in somma il cino-cèfalo. Pure abbaia: boh, boh, boh! Morde sempre e non si rende mai domestico... Seppure non camuso, rimane brutto in faccia per le rughe: fà-acie foe-èda / ru-ughis tùrpiter / fòllica-àntibus.

8

I sàtiri invece, son quasi graziosi di viso, che hanno liscio e senza rughe... però sono troppo irrequieti: sempre a gesticolare e a far versacci: yerk, yerk, yerk! Sono con evidenza, pur sempre pronti al còito, come i Sàtiri fiabeschi dei Pagani... perciò il Greco (che ne vide in quelle Scimmie) le chiamò satyròi.

9

Infine le pulcrò-pile, che sono assai diverse da tutte l'altre Scimmie. Hanno coda folta e bella, come nella Volpe (però non ci s'aggrappano alle piante, per non sciuparla); hanno poi, fluente barba (che a modo loro, tengono curata). Perciò il Greco, del suo "bello" (kalòs) e del suo "capello" (trikòs), fece il Nome di callì-trica. E il Latino (di par suo) fece pulcrò-pila... dunque Voi: "belli-capelli". Del resto, è brutta in faccia, per sue consuete rughe: fà-acie foe-èda / ru-ughis tùrpiter / fòllica-àntibus. // AaMmmmENnnnn!

0

Da li studi a li Stalletti, del Teatro alle Scale di Porchiano, Vi abbiamo trasmesso: La Scimmia di Isidoro. Testo tratto (e contraffatto) da le "Etim-orìgini", scritte nel Secolo 7° da Isidoro di Siviglia, Vescovo, Santo e Patrono di ìnternet. [Sanctus Isidorus, Hispaliènsis Epìscopus. Etimologìae sive Orìgines, Liber XII De Animàlibus, Caput II De Bèstiis, Versus XXX ad XXXIII (de sìmiis).]

Prossimamente, nuove meraviglie, dal fantastico bestiario di Isidoro di Siviglia. E se questa v'è piaciuta, diffondetela! Grazie!

CC - NO COPYRIGHT - Luciano Ghersi, Porchiano dM. 11/2023

la Pantera di Isidoro

[Sipario, Trombetta]

Da li Studi a li Stalletti, del Teatro alle Scale di Porchiano

e da l'enciclopedia, più antica d'Europa,

trasmettiamo allegramente:

[Sipario via, Scenda dondola]

La Pantera di Isidoro

[Numeri]

1

La Pantera è molto amica ed affettuosa, con tutte l'altre belve, excepto dracone: eccetto il Drago, che nessuna, lo sopporta.

Il Nome di Pantera, per i Greci, fu maschile: pant-èros, che sarebbe "tutto amore"... e pure da pan tHèrion, che sarebbe "di tutte le belve"... ed ancora, da pan tèreo, che sarebbe "tutto conservo".

Essa infatti, quando caccia, conserva tutta quanta la sua preda, per consumarla insieme, con tutte le altre belve (eccetto il Drago, che nessuna lo sopporta). Così le invita a pranzo, con dei ruggiti convenzionali (ma ignoti a tutti i draghi): ra ràaa, ra ràaa, ra ràaa.

2

La Pantera è una gran belva, che non si mimetizza con la selva: per la sua pelliccia gialla, che ha come dipinta con minuscoli cerchi: minùtis orbìculis super-picta.

Quei cerchietti ne spiccano sgargianti, vivaci come occhi... e quei barbari dei Galli (ignoranti anche di Greco) la chiamarono ossellò, come a dirle... "occhielluta".

Per quegli occhi bianchi o neri, si distinguono le due varietà di Pantera: Bianca o Nera (rammentandosi che il manto, si mantiene sempre giallo).

3

Bianca con Nera, non si accoppiano tra loro quasi mai, pur riunendosi in quei pranzi (ed in più socialità, di quelle tanto, affabili belve).

Di conseguenza, s'incontrerà di rado, la Pantera Grigia... solo d'occhi, si rammenti! poi-che il manto, si mantiene sempre giallo.

Invece, la mostruosa Pantera Rosa, non è altro che idolo Pagano, quod falsum est.

4

La Pantera partorisce molti panterotti insieme... ma per una volta sola, in tutta la sua vita. La ragione di ciò è manifesta, cùius càuse raZio / mani-festa est.

Infatti tutti quanti, i panterotti in utero, quando sian pronti a nascere, ne odiano l'attesa, òdiUnt tèmporum moras... e coi loro artigli aguzzi, raschiano tutto, l'utero da dentro!

Per-ciò la madre precipita il parto: per quell'insopportabile dolore... e così, l'innocente Pantera, patirebbe ingiustamente, la pena di Eva: in dolore pàries fìlios, secondo Genesi, Terzo e Diciassesto.

5

Partorisce con dolore (secondo il Vecchio Plinio) non soltanto la Donna o la Pantera, perché qualsiasi bestia fornita di artigli, riprodurrebbe dei feti artigliuti... e per la Ragione poi, di Analogia tra artiglio e becco: similmente, i nascituri degli Uccelli, si rompono col becco, il guscio dell'Ovo.

In seguito al tremendo raschiamento, tutto l'utero pan-tèrico, si ricopre di callose cicatrici. Così l'utero è privato del suo muco naturale, né vi aderisce più, seme di maschio... che sempre fuori-esce inutilmente, semen inrìtum rèsilit.

6

Del resto la Pantera, se la cava molto meglio che la Vipera: perché dal violento parto, la nostra sopravvive... e continua ad accoppiarsi. Mentre invece, la povera Vipera (e il suo Vìpero, dapprima)... ma per questi Vi rimando al mio Video / De Serpèntibus //A-a-a-a-a-men!

[Sipario]

Prossimamente, su questo stesso palco, qualche nuova meraviglia, dal fantastico bestiario...

[Libri]

di Isidoro di Siviglia!

[Libri via]

E se questa Vi è piaciuta, diffondetela! Grazie.

Saturday, October 7, 2023

De Serpèntibis, da Isidoro di Siviglia

Un viaggio allucinante ma istruttivo, nelle "Etimologie o Origini" 

del medesimo Isidoro (Siviglia, Secolo VII). 

Taduzione scorretta (e canticchiata) 

dal Teatro alle Scale di Porchiano.

Testo illustrato su https://www.academia.edu/107750579

Wednesday, September 20, 2023

DE-FEN-EXTRA

La defenestr-azione, dalle origini ai giorni nostri.

Dal Teatro alle Scale di Porchiano,

a modo di Isidoro di Siviglia... olè!


Per il testo originale:

https://www.academia.edu/106913980/DE_FEN_EXTRA

Friday, September 15, 2023

Sale zolfo e meraviglia

Dalle "ètimol/orìgini" di Isidoro di Siviglia :-)

In Teatro alle Scale di Porchiano, la prima assoluta dopo 15 secoli.


Per il Testo integrale,

https://www.academia.edu/106684868/Sale_zolfo_e_meraviglia