QUESTO BLOG

(Il 27 maggio 2017 questo Blog cambia titolo – non indirizzo:
si intesta al Teatro alle Scale di Porchiano, dedicato a Iacopone.)
Questo Blog non presenta capolavori ma solo passi incerti, per la selva oscura del poeta maledetto Iacopone... Continua:

Monday, April 26, 2021

)+( audio prezioso e raro

 

Il Teatro alle Scale di Porchiano, notoriamente dedito alla trasmissione orale del Lazzaretti )+(DavidE)+(, pubblica finalmente questa duplicazione del 1998, a cura IAP (Istituto Arti Pubbliche). 

L’audio-cassetta fonte del 1964, fu concessa in prestito da Biblioteca Comunale Arcidosso, grazie a Carlo Goretti, allora Direttore.

Nell’attuale CSDL (Centro Studi Davide Lazzaretti, Arcidosso GR), si conserva il relativo cartaceo, catalogato tra “Strumenti di ricerca interni”. Non apparendo l’audio ivi catalogato, ci si ritiene autorizzati ad esternarlo.
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http://www.centrostudilazzaretti.it/archivio/fondo-leone-graziani/


Fondo: L. Graziani, sezione David Lazzaretti
Strumenti di ricerca interni: presente indice edito.
Titolo: Strumenti di lavoro/ archivi popolari. Gli inni e le preghiere cantate della fratellanza giurisdavidica (lazzarettisti) del Monte Amiata a cura di Roberto Leydi. Materiale raccolto nel corso di una ricerca effettuata nell’ottobre 1964. Note informative; testi; musiche.
Autore: Roberto Leydi.
Edizione: prima edizione 1966; copia in dattiloscritto; esemplare n°112.
Pubblicazione distribuzione ecc.: Milano; Edizioni del Gallo; Bologna; Biblioteca popolare di Piàdena; tipografia Azzoguidi; gennaio 1966; stampato in 200 esemplari.
Descrizione fisica: pp. 76; 28×21 cm; 2 partiture (tra le pagine 71 e 72 non numerate).
Collocazione: CSDL, Fondo L. Graziani, sezione David Lazzaretti 1° 53
Copie (1): CSDL, Fondo L. Graziani, sezione David Lazzaretti 1° 54


teatro-libretto

 

 
 







 



Wednesday, February 3, 2021

SIGARI'S, 108 quadri a teatro

SIGARI’S
 
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L'ARTE FUORI DALLE SCATOLE

 

 
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SVAGO D'INVERNO IN 108 QUADRI...
... realizzati a penna-feltro Uniposca o collage mixed media su scatola in cartone di cm. 9 x 10 x 2 , con rinterventi su figure di Picasso, Tex Willer, Kandinskji, Cezanne, Mirò, Candele Steariche... e sopra tutto, di Van Gogh.

C’era una volta il vizio di fumare certi sigari o sigaretti (la cui marca va omessa) e la conseguente raccolta delle loro scatole vuote... e perché mai buttarle? Potrebbero servire! C’era infatti un’altra volta, un gruppo informale di artist* o nonartist* (il cui nome va omesso) che disegnarono sopra alcune scatole per farne belle confezioni natalizie di certi regalucci. Quel periodo natalizio era piovoso e vigeva un copri-fuoco sanitario, sicché poi pigliò lo svago di decorare tutte quante le scatole raccolte, oltre un centinaio.

La prossima volta, cioè Domenica 14 Febbraio dall’alba al tramonto, si farà bella mostra (beninteso a distanza, all’aperto e praticamente nel deserto) davanti al Teatro alle Scale di Porchiano (Strada degli Stalletti, cioè sotto le Mura). In caso di mal tempo, si rimanda alla domenica seguente.

Saranno esposti pezzi totalmente anonimi ma tutti autenticati con il marchio di Teatro alle Scale di Porchiano. Gli eventuali passanti che vogliano prendersi un quadro, sono pregati di sevirsi da sé, deponendo nell’apposita cassetta l’offerta di almeno 5,80 Euri, che è il prezzo della scatola piena di sigari.

ART FOR FUN 

(arte per divertimento, Fluxus dixit)






 
 



Wednesday, November 18, 2020

Libri per tutti e per nessuno

Il TeSP, Teatro ale Scale di Porchiano,

offre al mercato librario 

le proprie maggiori scritture

che sono dedicate ai suoi tre protagonisti:

Iacopone da Todi, Buddha Bus e il Poetino Angelo Pii.

Sono tre libri rari, quasi introvabili

e stampati in pochissime copie.

 

Saturday, October 24, 2020

"La Storia del Poetino, Angelo Pii", presentazione libri e recita

Non è stato possibile diffindere altrimenti il presente Comunicato Stampa.

Di conseguenza, l'evento è rinviato.

 

comunicato stampa



comunicato stampa


"La Storia del Poetino, Angelo Pii"


presentazione e recita a cura di Luciano Ghersi

della Storia in versi di Davide Lazzaretti

Arcidosso (GR), 7 novembre 2020, ore 16.30.


Fu battezzato al tempio in braccia ai suoi

nel mese di Novembre, il giorno Sette.

Davide fu chiamato e non v'annoi … (Angelo Pii)




Per celebrare Davide Lazzaretti (Arcidosso 1834, Bàgnore 1878), riformatore sociale religlioso, scomunicato dalla Chiesa e poi ucciso dalla polizia Sabauda, il 7 Novembre alle ore 16.30 in Arcidosso, al sagrato della chiesa ove, nella stessa data, il Lazzaretti fu battezzato, sono presentati da Luciano Ghersi, curatore dell’edizione annotata, i due volumi de La Storia del Poetino, Angelo Pii, poeta contadino e compagno del Lazzaretti.


Angelo Pii, detto il Poetino, nel 1907 cantò in rima l’Avventura artistica, mistica e sociale del Lazzaretti in un poema in dieci Canti, capolavoro letterario che, purtoppo fino a oggi, restava quasi ignoto.


Luciano Ghersi ha pazientemente rescritto e annotato tale esatto documento delle strabilianti vicende del Lazzaretti il quale, di umili origini, a 33 anni ebbe visioni mistiche ed intraprese un personalissimo percorso spirituale che lo portò a fondare una comunità ispirata a quelle dei primi cristiani, con gli stessi ideali di uguaglianza, solidarietà e lavoro in comune. I fatti si svolsero negli anni successivi alla unificazione dell’Italia, periodo di burrascosa transizione per il nostro Paese.

Condannato dalla Chiesa come eretico, perseguitato dalla Legge, e finalmente ucciso dalla Polizia Sabauda, il Lazzaretti attirò invece, l’attenzione di personaggi illustri, in Italia e all’estero, come Lombroso, don Bosco, Maupassant, Gramsci, Verga, Tolstoj e padre Balducci. Anche Simone Cristicchi ha voluto dedicare a Lazzaretti un romanzo, “Il secondo figlio di Dio” (Mondadori, 2016), divenuto poi uno spettacolo teatrale.


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Luciano Ghersi, Genova, 1952, ha vissuto lungamente in un casale alle falde del Monte Labro, teatro dell’azione di Lazzaretti; nel 1998 aveva già riassunto il poema del Pii in un libro Millelire di Stampa Alternativa. Trasferitosi in Umbria, nel suo piccolo “ Teatro alle Scale” di Porchiano del Monte, Amelia, ha pure divulgato ballate giullaresche di Jacopone da Todi – mistico, ribelle e scomunicato, altrettanto che il Lazzaretti.



- Fatte salve le debite distanze, vigenti a norma di salute pubblica.

- In caso di maltempo, la presentazione avverrà sotto la volta di Porta Talassese.

- I due volumi saranno offerti al 60% del prezzo corrente online.


INFO 338 6762691

ONLINE: iacoponedatodi.blogspot.it - Evento FB: “La Storia del Poetino, Angelo Pii".

Saturday, May 2, 2020

Mistica teatrale in David Lazzaretti

Appello al centro Studi David Lazzaretti e a quanti altri sappiano studiarne


Temo di proporre delle banalità ma non rammento di averle mai trovate nei troppi libri che ho letto sul Davide. Sa sua storia continua ad ispirare spettacoli teatrali, on credo avvenga solo perché è molto drammatica e ricca di colpi di scena. Davide stesso chiudeva la sua vita con la processione che egli chiamò espressamente “mascherata”. Ln’Imperiuzzi al suo seguito, titolerà come “atti di tragedia” gli ultimi capitoli della sua “Storia di Davide”. L’Autore è sacerdote Filippino, cioè nell’ordine monastico di Filippo Neri, che fa uso del teatro nella sua originale pedagogia. Pure Don Bosco, grande educatore, amico di Davide e suo estimatore, istituiva un suo teatro vero e proprio. Non va escluso che la ditta torinese, cui fu ordinato (a credito!) il pregiato necessario per il costume dei cento “Vestiti”, fosse la stessa che all’epoca forniva il teatro di Don Bosco… ma la teatralità di Davide pare ancora più profonda.

Il Lazzaretti rappresenta Cristo o, con le sue parole lo “figura”. Gesù a suo tempo si figurava in David, il mitico Re degli Ebrei ma, insieme con il nostro Lazzaretti, reincarnerebbe pure degli altri “re” ben più arcaici, regolarmente sacrificati (scrivo d’impulso questo, al Primo di Maggio). A quanto pare, soltanto l'Imperiuzzi riporta quando Davide disse ai suoi seguaci: che se gli si fosse rivelato senza maschera, tutti quanti ne sarebbero rimasti inceneriti. Sia pur mera suggestione dell’Imperiuzzi stesso, è non di meno significativa: già si legge nella Bibbia che nessuno sopravviva al diretto affacciarsi col divino. Del resto anche Medusa, che pietrifica allo sguardo, prima che fosse diventata un mostro, rappresentava la divinità suprema. Non tutte le maschere sono divine ma forse una maschera è l’indispensabile aspetto della divinità.

Resterebbe inoltre, da chiarire che cosa sia teatro. Nell’ottica euro-centrica, si risale ai Greci classici, ove ritorna sempre lo spirito di Nietzsche. Quei Greci, sempre amanti dei discorsi, composero i classici testi da recitare ma non inventarono affatto le maschere: le avevano soltanto ereditate e a modo loro, le riciclarono, anche politicamente.

Abbiamo vari studi sulla teatralità dell’esperienza mistica o religiosa: dall’ambito sciamanico al cattolico-cristiano, fino ai suoi sviluppi estremi nella visione cinematografica... ma a tutt’oggi non ci appare un Davide compreso in queste prospettive. Si potrebbe ben trattarne coi più vari contributi (… anche europei). Per quanto mi riguarda, ignoro quasi tutto del teatro né sono accreditabile come mistico o teologo, socio-antropologo, psico-neurologo eccetera… né quanto meno, come autentico seguace Davidiano. Da tanto me ne esento, mi accontento dell’incanto di recitare ottave davidiane del Poetino nel mio teatrino quasi solitario…. “e il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Luciano Ghersi, Porchiano, 1° Maggio 2020





Idem su https://www.academia.edu/42920287/Mistica_teatrale_in_David_Lazzaretti