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Saturday, May 2, 2020

Mistica teatrale in David Lazzaretti

Appello al centro Studi David Lazzaretti e a quanti altri sappiano studiarne


Temo di proporre delle banalità ma non rammento di averle mai trovate nei troppi libri che ho letto sul Davide. Sa sua storia continua ad ispirare spettacoli teatrali, on credo avvenga solo perché è molto drammatica e ricca di colpi di scena. Davide stesso chiudeva la sua vita con la processione che egli chiamò espressamente “mascherata”. Ln’Imperiuzzi al suo seguito, titolerà come “atti di tragedia” gli ultimi capitoli della sua “Storia di Davide”. L’Autore è sacerdote Filippino, cioè nell’ordine monastico di Filippo Neri, che fa uso del teatro nella sua originale pedagogia. Pure Don Bosco, grande educatore, amico di Davide e suo estimatore, istituiva un suo teatro vero e proprio. Non va escluso che la ditta torinese, cui fu ordinato (a credito!) il pregiato necessario per il costume dei cento “Vestiti”, fosse la stessa che all’epoca forniva il teatro di Don Bosco… ma la teatralità di Davide pare ancora più profonda.

Il Lazzaretti rappresenta Cristo o, con le sue parole lo “figura”. Gesù a suo tempo si figurava in David, il mitico Re degli Ebrei ma, insieme con il nostro Lazzaretti, reincarnerebbe pure degli altri “re” ben più arcaici, regolarmente sacrificati (scrivo d’impulso questo, al Primo di Maggio). A quanto pare, soltanto l'Imperiuzzi riporta quando Davide disse ai suoi seguaci: che se gli si fosse rivelato senza maschera, tutti quanti ne sarebbero rimasti inceneriti. Sia pur mera suggestione dell’Imperiuzzi stesso, è non di meno significativa: già si legge nella Bibbia che nessuno sopravviva al diretto affacciarsi col divino. Del resto anche Medusa, che pietrifica allo sguardo, prima che fosse diventata un mostro, rappresentava la divinità suprema. Non tutte le maschere sono divine ma forse una maschera è l’indispensabile aspetto della divinità.

Resterebbe inoltre, da chiarire che cosa sia teatro. Nell’ottica euro-centrica, si risale ai Greci classici, ove ritorna sempre lo spirito di Nietzsche. Quei Greci, sempre amanti dei discorsi, composero i classici testi da recitare ma non inventarono affatto le maschere: le avevano soltanto ereditate e a modo loro, le riciclarono, anche politicamente.

Abbiamo vari studi sulla teatralità dell’esperienza mistica o religiosa: dall’ambito sciamanico al cattolico-cristiano, fino ai suoi sviluppi estremi nella visione cinematografica... ma a tutt’oggi non ci appare un Davide compreso in queste prospettive. Si potrebbe ben trattarne coi più vari contributi (… anche europei). Per quanto mi riguarda, ignoro quasi tutto del teatro né sono accreditabile come mistico o teologo, socio-antropologo, psico-neurologo eccetera… né quanto meno, come autentico seguace Davidiano. Da tanto me ne esento, mi accontento dell’incanto di recitare ottave davidiane del Poetino nel mio teatrino quasi solitario…. “e il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Luciano Ghersi, Porchiano, 1° Maggio 2020





Idem su https://www.academia.edu/42920287/Mistica_teatrale_in_David_Lazzaretti

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