QUESTO BLOG

(Il 27 maggio 2017 questo Blog cambia titolo – non indirizzo:
si intesta al Teatro alle Scale di Porchiano, dedicato a Iacopone.)
Questo Blog non presenta capolavori ma solo passi incerti, per la selva oscura del poeta maledetto Iacopone... Continua:

Wednesday, November 18, 2020

Libri per tutti e per nessuno

Il TeSP, Teatro ale Scale di Porchiano,

offre al mercato librario 

le proprie maggiori scritture

che sono dedicate ai suoi tre protagonisti:

Iacopone da Todi, Buddha Bus e il Poetino Angelo Pii.

Sono tre libri rari, quasi introvabili

e stampati in pochissime copie.

 

Saturday, October 24, 2020

"La Storia del Poetino, Angelo Pii", presentazione libri e recita

Non è stato possibile diffindere altrimenti il presente Comunicato Stampa.

Di conseguenza, l'evento è rinviato.

 

comunicato stampa



comunicato stampa


"La Storia del Poetino, Angelo Pii"


presentazione e recita a cura di Luciano Ghersi

della Storia in versi di Davide Lazzaretti

Arcidosso (GR), 7 novembre 2020, ore 16.30.


Fu battezzato al tempio in braccia ai suoi

nel mese di Novembre, il giorno Sette.

Davide fu chiamato e non v'annoi … (Angelo Pii)




Per celebrare Davide Lazzaretti (Arcidosso 1834, Bàgnore 1878), riformatore sociale religlioso, scomunicato dalla Chiesa e poi ucciso dalla polizia Sabauda, il 7 Novembre alle ore 16.30 in Arcidosso, al sagrato della chiesa ove, nella stessa data, il Lazzaretti fu battezzato, sono presentati da Luciano Ghersi, curatore dell’edizione annotata, i due volumi de La Storia del Poetino, Angelo Pii, poeta contadino e compagno del Lazzaretti.


Angelo Pii, detto il Poetino, nel 1907 cantò in rima l’Avventura artistica, mistica e sociale del Lazzaretti in un poema in dieci Canti, capolavoro letterario che, purtoppo fino a oggi, restava quasi ignoto.


Luciano Ghersi ha pazientemente rescritto e annotato tale esatto documento delle strabilianti vicende del Lazzaretti il quale, di umili origini, a 33 anni ebbe visioni mistiche ed intraprese un personalissimo percorso spirituale che lo portò a fondare una comunità ispirata a quelle dei primi cristiani, con gli stessi ideali di uguaglianza, solidarietà e lavoro in comune. I fatti si svolsero negli anni successivi alla unificazione dell’Italia, periodo di burrascosa transizione per il nostro Paese.

Condannato dalla Chiesa come eretico, perseguitato dalla Legge, e finalmente ucciso dalla Polizia Sabauda, il Lazzaretti attirò invece, l’attenzione di personaggi illustri, in Italia e all’estero, come Lombroso, don Bosco, Maupassant, Gramsci, Verga, Tolstoj e padre Balducci. Anche Simone Cristicchi ha voluto dedicare a Lazzaretti un romanzo, “Il secondo figlio di Dio” (Mondadori, 2016), divenuto poi uno spettacolo teatrale.


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Luciano Ghersi, Genova, 1952, ha vissuto lungamente in un casale alle falde del Monte Labro, teatro dell’azione di Lazzaretti; nel 1998 aveva già riassunto il poema del Pii in un libro Millelire di Stampa Alternativa. Trasferitosi in Umbria, nel suo piccolo “ Teatro alle Scale” di Porchiano del Monte, Amelia, ha pure divulgato ballate giullaresche di Jacopone da Todi – mistico, ribelle e scomunicato, altrettanto che il Lazzaretti.



- Fatte salve le debite distanze, vigenti a norma di salute pubblica.

- In caso di maltempo, la presentazione avverrà sotto la volta di Porta Talassese.

- I due volumi saranno offerti al 60% del prezzo corrente online.


INFO 338 6762691

ONLINE: iacoponedatodi.blogspot.it - Evento FB: “La Storia del Poetino, Angelo Pii".

Saturday, May 2, 2020

Mistica teatrale in David Lazzaretti

Appello al centro Studi David Lazzaretti e a quanti altri sappiano studiarne


Temo di proporre delle banalità ma non rammento di averle mai trovate nei troppi libri che ho letto sul Davide. Sa sua storia continua ad ispirare spettacoli teatrali, on credo avvenga solo perché è molto drammatica e ricca di colpi di scena. Davide stesso chiudeva la sua vita con la processione che egli chiamò espressamente “mascherata”. Ln’Imperiuzzi al suo seguito, titolerà come “atti di tragedia” gli ultimi capitoli della sua “Storia di Davide”. L’Autore è sacerdote Filippino, cioè nell’ordine monastico di Filippo Neri, che fa uso del teatro nella sua originale pedagogia. Pure Don Bosco, grande educatore, amico di Davide e suo estimatore, istituiva un suo teatro vero e proprio. Non va escluso che la ditta torinese, cui fu ordinato (a credito!) il pregiato necessario per il costume dei cento “Vestiti”, fosse la stessa che all’epoca forniva il teatro di Don Bosco… ma la teatralità di Davide pare ancora più profonda.

Il Lazzaretti rappresenta Cristo o, con le sue parole lo “figura”. Gesù a suo tempo si figurava in David, il mitico Re degli Ebrei ma, insieme con il nostro Lazzaretti, reincarnerebbe pure degli altri “re” ben più arcaici, regolarmente sacrificati (scrivo d’impulso questo, al Primo di Maggio). A quanto pare, soltanto l'Imperiuzzi riporta quando Davide disse ai suoi seguaci: che se gli si fosse rivelato senza maschera, tutti quanti ne sarebbero rimasti inceneriti. Sia pur mera suggestione dell’Imperiuzzi stesso, è non di meno significativa: già si legge nella Bibbia che nessuno sopravviva al diretto affacciarsi col divino. Del resto anche Medusa, che pietrifica allo sguardo, prima che fosse diventata un mostro, rappresentava la divinità suprema. Non tutte le maschere sono divine ma forse una maschera è l’indispensabile aspetto della divinità.

Resterebbe inoltre, da chiarire che cosa sia teatro. Nell’ottica euro-centrica, si risale ai Greci classici, ove ritorna sempre lo spirito di Nietzsche. Quei Greci, sempre amanti dei discorsi, composero i classici testi da recitare ma non inventarono affatto le maschere: le avevano soltanto ereditate e a modo loro, le riciclarono, anche politicamente.

Abbiamo vari studi sulla teatralità dell’esperienza mistica o religiosa: dall’ambito sciamanico al cattolico-cristiano, fino ai suoi sviluppi estremi nella visione cinematografica... ma a tutt’oggi non ci appare un Davide compreso in queste prospettive. Si potrebbe ben trattarne coi più vari contributi (… anche europei). Per quanto mi riguarda, ignoro quasi tutto del teatro né sono accreditabile come mistico o teologo, socio-antropologo, psico-neurologo eccetera… né quanto meno, come autentico seguace Davidiano. Da tanto me ne esento, mi accontento dell’incanto di recitare ottave davidiane del Poetino nel mio teatrino quasi solitario…. “e il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Luciano Ghersi, Porchiano, 1° Maggio 2020





Idem su https://www.academia.edu/42920287/Mistica_teatrale_in_David_Lazzaretti

Monday, March 9, 2020

ULTIMA PAGINA



Per cercare di capire un po’ meglio Iacopone, mi sono dedicato alle letture mistiche, che sono quanto meno di buona fantascienza.
Oramai da qualche tempo, si scrive di Mistica al Femminile. Quanto ne resti fuori, sarebbe appunto la Mistica maschile ma questa, com’è d’uso, rimane sempre intesa come universale, mentre quell’altra sarebbe particolare. Chiedeva la mia bimba: “ma perché, se diciamo ‘dei bambini’ ci sono dentro anche le bambine e se invece diciamo ‘le bambine’ di bambini non ce n’è?. Gli scrittori di Mistica sono sono stati quasi sempre tutti chierici, cioè preti o frati: gente che non si sposava e non si sposa . Questo accadeva un tempo per non intaccare il PATRImonio ereditario, che era destinato al figlio primogenito. Così i maschi minori si davano alla Chiesa, alle Armi o alle professioni , soprattutto giuridiche e accademiche. 
Nel 13° Secolo, il Professore e Monaco (al massimo livello nelle due gerarchie!) che era Meister Eckart, insiste nel rapporto Figlio-Padre che c’è tra Uomo e Dio. Sottratta alla MATERia, resta l’Anima divina, quella specie di scintilla di Dio stesso che fu al principio immessa con il fiato in un pugno di Terra. Questa Terra fu dapprima creata da Dio stesso, dal nulla e senza seme (come dire ‘sperma’ in Greco). Tale concepimento dell’Uomo dalla Terra è misticamente inteso come atto d’amore: l’Amor divino, non di Dio verso la Terra ma verso Se stesso e null’altro da Sé. Il Maschio Mistico riuscirebbe a corrispondervi riconoscendo in sé la (propria) parte divina, cioè l’Anima eterna, che non è solo immortale ma anche antica come Dio, ben prima di incarnarsi ed ancor prima di ogni Creazione della MATERia (… dal nulla, come sopra).
Eckart chiama pure quest’Anima ‘uomo interiore’, distinguendone un ‘uomo esteriore’, che è ovviamente il Corpo, e che in Eckart si figura come Eva, rispetto all’Adamo dell’uomo esteriore. Forse da ciò, quell’asserita dìsputa se le donne avessero un’anima a tutti gli effetti (disputa poi ripresa sui Selvaggi delle Americhe e magari sui Negri dell’Africa). Quell’Anima maschile può amare Dio, il Grande Maschio che è suo Padre Celeste, soltanto col proprio Intelletto ‘purificato’ da qualsiasi conoscenza o desiderio terrestre. Così non saprà più nulla e più nulla desidera… alla fin fine neppure Dio Stesso: poiché Dio non è altro da essa, non è altro da Sé, non è altro che Sé eternamente: quell’infinito e indeterminato Sé, che in Sé stesso non è nulla di concreto o di astratto (di materiale o di mentale). E’ lo 'Spirito Assoluto’, senza Oggetto, ne concluderà poi Hegel (se non sbaglio): il puro Conoscente senza Conosciuto. 
Ma già per Aristotele (se non mi sbaglio ancora) era ‘Intelletto Attivo’. D'altra parte (sempre secondo Hegel, come sopra), tale Spirito è ‘dialettico’ poiché pone e supera ogni contraddizione, qualsiasi alterità. Così parve concludersi la millenaria Storia della Filosofia, nata tra i greci dall’amore omosessuale tra giovani Discepoli e maturi Maestri.
Visto però, che lo Spirito è dialettico, torniamo alle origini della parola ‘spirito’ , che corporalmente significa ‘respiro’ (anche ‘anima’ del resto, in origine era ‘vento’) ed implica due fasi: l'inspirazione e l’espirazione. Per farla breve, la nascita inspiriamo, dopo la compressione dei polmoni nel canale vaginale, e alla morte ,esaleremo l’ultimo respiro. Così si dice di una ‘morte mistica’ che riconduce direttamente a Dio e meglio ancora: ci riconduce Dio. Eckart e Mistici insistono sullo ‘svuotamento’ (dell’Anima o dell’Ego e della Mente): senza essersi prima ‘svuotati di sé’ è impossibile accogliere la penetrazione divina di Dio, cioè in puro Intellettoe, riconoscerlo in sé.
Dopo di che, il Figlio-uomo è come il Padre, indistinto e indistinguibile da Lui, e qui canterebbe il De Andrè:
Così sono diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente”.
Alla prossima puntata, caso mai (spero mai), si racconta il parricidio primordiale, già sognato dal Freud e che, secondo lui, fu per prendersi le femmine che quel Maschione Alfa si teneva in monopolio.

Così celebro 8 MARZO (2020), Giornata della Donna e mio terzo compli-mese con Lontana Dis-lontana.