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(Il 27 maggio 2017 questo Blog cambia titolo – non indirizzo:
si intesta al Teatro alle Scale di Porchiano, dedicato a Iacopone.)
Questo Blog non presenta capolavori ma solo passi incerti, per la selva oscura del poeta maledetto Iacopone... Continua:

Monday, March 9, 2020

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Per cercare di capire un po’ meglio Iacopone, mi sono dedicato alle letture mistiche, che sono quanto meno di buona fantascienza.
Oramai da qualche tempo, si scrive di Mistica al Femminile. Quanto ne resti fuori, sarebbe appunto la Mistica maschile ma questa, com’è d’uso, rimane sempre intesa come universale, mentre quell’altra sarebbe particolare. Chiedeva la mia bimba: “ma perché, se diciamo ‘dei bambini’ ci sono dentro anche le bambine e se invece diciamo ‘le bambine’ di bambini non ce n’è?. Gli scrittori di Mistica sono sono stati quasi sempre tutti chierici, cioè preti o frati: gente che non si sposava e non si sposa . Questo accadeva un tempo per non intaccare il PATRImonio ereditario, che era destinato al figlio primogenito. Così i maschi minori si davano alla Chiesa, alle Armi o alle professioni , soprattutto giuridiche e accademiche. 
Nel 13° Secolo, il Professore e Monaco (al massimo livello nelle due gerarchie!) che era Meister Eckart, insiste nel rapporto Figlio-Padre che c’è tra Uomo e Dio. Sottratta alla MATERia, resta l’Anima divina, quella specie di scintilla di Dio stesso che fu al principio immessa con il fiato in un pugno di Terra. Questa Terra fu dapprima creata da Dio stesso, dal nulla e senza seme (come dire ‘sperma’ in Greco). Tale concepimento dell’Uomo dalla Terra è misticamente inteso come atto d’amore: l’Amor divino, non di Dio verso la Terra ma verso Se stesso e null’altro da Sé. Il Maschio Mistico riuscirebbe a corrispondervi riconoscendo in sé la (propria) parte divina, cioè l’Anima eterna, che non è solo immortale ma anche antica come Dio, ben prima di incarnarsi ed ancor prima di ogni Creazione della MATERia (… dal nulla, come sopra).
Eckart chiama pure quest’Anima ‘uomo interiore’, distinguendone un ‘uomo esteriore’, che è ovviamente il Corpo, e che in Eckart si figura come Eva, rispetto all’Adamo dell’uomo esteriore. Forse da ciò, quell’asserita dìsputa se le donne avessero un’anima a tutti gli effetti (disputa poi ripresa sui Selvaggi delle Americhe e magari sui Negri dell’Africa). Quell’Anima maschile può amare Dio, il Grande Maschio che è suo Padre Celeste, soltanto col proprio Intelletto ‘purificato’ da qualsiasi conoscenza o desiderio terrestre. Così non saprà più nulla e più nulla desidera… alla fin fine neppure Dio Stesso: poiché Dio non è altro da essa, non è altro da Sé, non è altro che Sé eternamente: quell’infinito e indeterminato Sé, che in Sé stesso non è nulla di concreto o di astratto (di materiale o di mentale). E’ lo 'Spirito Assoluto’, senza Oggetto, ne concluderà poi Hegel (se non sbaglio): il puro Conoscente senza Conosciuto. 
Ma già per Aristotele (se non mi sbaglio ancora) era ‘Intelletto Attivo’. D'altra parte (sempre secondo Hegel, come sopra), tale Spirito è ‘dialettico’ poiché pone e supera ogni contraddizione, qualsiasi alterità. Così parve concludersi la millenaria Storia della Filosofia, nata tra i greci dall’amore omosessuale tra giovani Discepoli e maturi Maestri.
Visto però, che lo Spirito è dialettico, torniamo alle origini della parola ‘spirito’ , che corporalmente significa ‘respiro’ (anche ‘anima’ del resto, in origine era ‘vento’) ed implica due fasi: l'inspirazione e l’espirazione. Per farla breve, la nascita inspiriamo, dopo la compressione dei polmoni nel canale vaginale, e alla morte ,esaleremo l’ultimo respiro. Così si dice di una ‘morte mistica’ che riconduce direttamente a Dio e meglio ancora: ci riconduce Dio. Eckart e Mistici insistono sullo ‘svuotamento’ (dell’Anima o dell’Ego e della Mente): senza essersi prima ‘svuotati di sé’ è impossibile accogliere la penetrazione divina di Dio, cioè in puro Intellettoe, riconoscerlo in sé.
Dopo di che, il Figlio-uomo è come il Padre, indistinto e indistinguibile da Lui, e qui canterebbe il De Andrè:
Così sono diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente”.
Alla prossima puntata, caso mai (spero mai), si racconta il parricidio primordiale, già sognato dal Freud e che, secondo lui, fu per prendersi le femmine che quel Maschione Alfa si teneva in monopolio.

Così celebro 8 MARZO (2020), Giornata della Donna e mio terzo compli-mese con Lontana Dis-lontana.

Friday, October 18, 2019

il Poeta nel Processo )+( il Processo nel Poeta

  il Poeta nel Processo )+( il Processo nel Poeta


 Cantà )+( Davide
recitazione davidiana ad Arcidosso
7 Dicembre 2019
Ingresso Municipio, ore 15 (meno 10)


In Arcidosso, al prossimo 7 Dicembre, si canta dalla Storia di Davide Lazzaretti Profeta, composta nel 1907 dal poeta Angelo Pii, Apostolo del Medesimo.
L’occasione è favorita dal convegno sul Processo Lazzaretti, indetto per quel giorno dall’omonimo Istituto DL.
Si recita la parte del Poema che narra del medesimo Processo, per il quale il Poeta fu imputato, incarcerato e infine assolto, insieme con tutti i suoi compagni di fede e dei vita.

Fra questi ci son’io, che canto e suono
quei gran fatti avvenuti al naturale
e, come lampo sfolgorante a tuono,
sorgo inprovviso per grazia speciale.

Lo spettacolo, in costume davidiano, si svolge nei dieci minuti precedenti l’apertura del Convegno e può avvenire in strada, sovvenzionato da libere offerte del pubblico.
L’iniziativa non intende affatto opporsi al programma ufficiale del Convegno né ambisce esservi inclusa. Sarebbe comunque gradita ogni sua segnalazione, in qualità di evento coincidente o collaterale.

Per maggioti informazioni sui lavori )+( davidiani del Teatro alle Scale di Porchiano, vedi al Blog iacoponedatodi.blogspot.it o cerca su YouTube “Angelo Pii”.

Grazie per l’attenzione
Luciano Ghersi tel 338 6762691


FOTO
Ritratto di Davide, scolpito in legno da Paolo Conti nipote. Attualmente in Centro Studi DL.